soluzioni a misura di bambino

Immagina la scena: vai a prendere il tuo bambino alla scuola dell’infanzia, la maestra ti dice che ha passato una bella giornata, ma non appena ti vede inizia a fare i capricci, picchiare il fratellino e lanciare in giro tutti i giochi.

Oppure lasci i bambini con il tuo compagno un pomeriggio, e sono tutti felici e contenti. Non appena entri dalla porta iniziano a piangiucchiare e lamentarsi . Cosa succede? La maestra, e il tuo compagno, sono forse più bravi di te?

Assolutamente no. Anzi, forse è proprio il contrario. Quel che probabilmente succede è che hai creato un’atmosfera di sicurezza emotiva per il tuo bambino: lui sa che ci sei per lui,  che lo ascolti e che lo capisci. Quindi può farti vedere tutto quel che si è tenuto dentro durante la giornata a scuola. A volte te lo fa vedere direttamente con il pianto, a volte indirettamente attraverso il suo comportamento.
Fanno così i bambini. A volte si tengono dentro emozioni e tensioni finché possono, e poi le lasciano uscire con la persona di cui si fidano di più.

I bambini hanno bisogno di sentirsi al sicuro e di avere un contatto emotivo con le persone che si prendono cura di loro, per stare bene. C’è una parte del cervello -il sistema limbico, il cervello socio emotivo- che è dedicata proprio a questa funzione: e una sorta di radar che analizza ininterrottamente l’ambiente circostante, e si chiede:”Sono al sicuro qui?”, “Chi si prende cura di me?”.

Finché il sistema limbico di un bambino si sente in contatto con altri, lui è in grado di pensare bene e di comportarsi bene. A volte, tuttavia, il senso di contatto emotivo si spezza, o magari succede qualcosa che turba il bambino, provocando un senso di distacco.

Quando questo accade il sistema limbico rileva uno stato di emergenza emotiva, e la corteccia prefrontale – la parte del cervello responsabile di pensiero razionale- non è più in grado di funzionare correttamente. In questa situazione può darsi che il tuo bambino inizi a comportarsi in modi irragionevoli, con l’obiettivo di arrivare a ristabilire il senso di contatto perso. Potrebbe lamentarsi, mugugnare, fare cose che sotto sotto sa essere sbagliate come tirare un pugno, oppure potrebbe iniziare a piangere. In genere i bambini si comportano così nei confronti delle persone in famiglia a cui si sentono più vicini, quelle che dedicano più tempo ad prendersi cura di loro ed ascoltarli.

Una delle cose che la maggior parte dei genitori fa in questa situazione è cercare di distrarre i bambini, o di mettere uno stop al pianto o ai capricci. Li distraggono, cercano di farli ragionare, o provano a trovare un modo per “risolvere” la situazione quanto prima. Tuttavia piangere è, di fatto, un processo di guarigione emotiva, e se noi adulti riusciamo a stare semplicemente lì con un bambino in quel momento di tempesta emotiva, allora lui riuscirà a liberarsi dell’emozione alla base del comportamento difficile.

Quando ci impegnamo a creare un profondo stato di sicurezza emotiva per i nostri bambini, loro non sentono più il bisogno di “mettere in atto” le proprie emozioni difficili, e possono invece semplicemente esprimerle.

Ecco cinque suggerimenti per creare sicurezza emotiva.

  1. Lasciate che i vostri bambini esprimano le proprie emozioni – se il tuo bambino fa un capriccio, non cercare di distrarlo, o di trovare una soluzione immediata. Rimani lì, e ascolta. Come dice Dr. Deborah Macnamara , psicologa e parenting educator, ‘piangere non è la ferita, ma il processo con cui si toglie la ferita’. Molti di noi hanno avuto un’esperienza ben diversa da piccoli: le nostre emozioni venivano ignorate, o fermate, di conseguenza possiamo trovare difficile avere pazienza con i nostri bambini.
    Le emozioni si possono considerare come un sistema naturale di regolazione del comportamento. Se stiamo vicini, se rimaniamo calmi, allora il nostro bambino può liberarsi delle emozioni che lo appesantiscono, stare meglio e comportarsi meglio.
  2. Dedica del Tempo Speciale al tuo bambino, facendo cose che ama– Metti un timer per 15-20 minuti e passa il tempo a fare qualsiasi cosa il tuo bambino desideri fare. Inondalo d’amore e di piena attenzione. Quando lo fai regolarmente, il tuo bambino sente che c’è un posto sicuro in cui trovare la tua completa attenzione ed il tuo ascolto.
  3. Giocate e ridete insieme –I bambini spesso usano il gioco per elaborare situazioni che vivono nella propria vita. Se il tuo bambino vuole giocare alla scuola con te, forse c’è qualcosa che sta cercando di capire riguardo alla scuola. I bambini spesso sono vulnerabili, e possono essere feriti facilmente quando sentono di non avere alcun controllo. Forse si sono sentiti frustrati nel dover fare quel che chiedeva la maestra, o magari un altro bambino era aggressivo nei loro confronti. Ribaltare la situazione con il gioco, e lasciare che il tuo bambino si trovi nel ruolo del più forte, può offrire grandi opportunità di guarigione. Quindi lascia che il tuo bambino ti dia le istruzioni, che sia il maestro, o fai intenzionalmente degli “errori” per permettergli di sentirsi il più capace.
  4. Stabilire dei limiti al comportamento ed ascoltare le emozioni – Quando stabiliamo dei limiti, possiamo dire di no con amore ed ascoltare le emozioni che ne scaturiscono. Questo processo permette al bambino di scaricare qualsiasi ferita o turbamento che lo portava a comportarsi in modo non accettabile. Stabilire i limiti in questo modo crea relazioni salde, anziché suscitare frustrazione e frizioni tra genitore e bambino.
  5. Crea del supporto emotivo per te – Questo tipo di educazione pacifica non è facile. Spesso ci troviamo a nutrire emotivamente i nostri bambini ad un livello molto più profondo di quello che abbiamo sperimentato da piccoli.
    Dedica del tempo a fare delle cose che ti aiutano a sentirti rilassato e ti danno un senso di pienezza. Passa del tempo con gli amici, con persone con cui puoi parlare, ridere e piangere. Lo stile educativo che insegniamo propone uno strumento di supporto specifico per i genitori, le Relazioni d’Ascolto, che ti permette di scambiare con altri genitori del tempo, parte dedicato a parlare e parte ad ascoltare. Questo strumento permette a noi genitori di raggiungere lo stato di sicurezza emotiva che ci rende in grado di essere presenti per i nostri bambini.
 

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