soluzioni a misura di bambino

comunicare meglio

E’ ora di pranzo.
Chiami il tuo bambino, gli chiedi di andare a lavarsi le mani che tra 5 minuti è pronto.
Lui è sdraiato sul tappeto a giocare e non ti risponde.
Lo chiami di nuovo, dopo 5 minuti. Il pranzo è in tavola. Ti risponde che non ha ancora finito di giocare.
Tu senti crescere la frustrazione. Ma perchè non ascolta mai?

Il modo in cui comunichiamo con i bambini influenza, in modo sostanziale, il loro atteggiamento e la loro risposta.
Quest’affermazione potrebbe sembrare banale. Che il modo di comunicare sia importante lo sanno tutti, tanto che un modello educativo convenzionale avrebbe risolto la situazione ripetendo la stessa richiesta, alzando la voce e con tono severo, pena una punizione sicura. Avrebbe usato la paura per controllare il comportamento di un bambino.

Ma è possibile comunicare in modo efficace con i bambini, favorendo la loro cooperazione, senza ricorrere a minacce?
Certo che sì. Tenendo presente le differenze tra il cervello degli adulti e quello dei bambini, qualche principio di psicologia e di comunicazione.

Quanto più i bambini sono piccoli, tanto più percepiscono il contenuto non verbale della comunicazione, più di quello verbale. Questo vuol dire che capiscono molto bene le informazioni nel tono della voce, nell’espressione del viso, nella tua postura, più delle parole in se stesse.

Quanto più i bambini sono piccoli, tanto meno hanno un’idea del tempo. Un bambino non ha idea di quanto durino 5 minuti. Il tempo, per i bambini, è scandito dalla routine della vita quotidiana, più che dall’orologio.

Quanto più i bambini sono piccoli, tanto meno hanno la capacità di regolare le proprie reazioni emotive. Frustrazione, rabbia, delusione, tristezza, entusiasmo, sono grandi emozioni, spesso troppo grandi perchè i bambini le possano gestire da sole. Aspettare di finire il pranzo per giocare ancora potrebbe essere per noi come aspettare di finire il pranzo, prima di controllare un messaggio ricevuto su Whatsapp. Può essere difficile, a volte molto. A seconda del gioco, o di quali messaggi stai aspettando.
Tenendo tutto questo in considerazione, vediamo come possiamo comunicare in modo efficace:

E’ ora di pranzo.
Il tuo bambino, è sdraiato sul tappeto a giocare. Ti avvicini, ti abbassi per guardarlo negli occhi e gli dici, con tono pacato: “Luca, è ora di lavare le mani. Il pranzo è pronto”.
“Noooo papà, non ho ancora finito di giocare”, ti risponde, frustrato.
Ti sdrai di fronte a lui e gli dici, con calma: “Ah, mi sembra di capire che è proprio difficile smettere di giocare adesso!”
“Sì, sto facendo una macchina per catturare gli zombi”
“… e ti piacerebbe continuare a giocare finchè l’hai finita”
“Sì!!”
“E’ frustrante smettere adesso, ti capisco. Però dobbiamo fare una pausa, per mangiare, e poi puoi tornare a giocare. E intanto che mangiamo mi racconti bene come fa la macchina a catturare gli zombi, che sono proprio curioso. Ora andiamo insieme a lavarci le mani”.
“Ok!”

Facendo attenzione alla nostra comunicazione non verbale, e riconoscendo le emozioni dei bambini, possiamo comunicare in modo efficace, favorendo la cooperazione.

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